Cosa è Rete in Movimento

Il contesto generale

La crisi economica, questo è il contesto generale nel quale è nato il progetto "rete in moviemnto". Una concezione nuova, necessaria per rispondere con un passo evolutivo al cambiamento climatico, metaforicamente parlando.
La crisi è come un "rigido inverno" che incombe sulla vita di ogni individuo con il suo carico di difficoltà, un inverno a cui nessuno era preparato.
Piccole società come grandi corporation (prima tra tutte la ...) si sono sgretolate, così come sono finite determinate concezioni del "fare impresa".
Strutture aziendali rigide, atteggiamenti verso le persone (che ancora chiamano clienti) a dir poco imbarazzanti, tempi per l'erogazione dei servizi troppo lunghi, sono alcuni tra i concetti obsoleti che la crisi ha definitivamente relegato al passato.
Queste aziende cercano di sopravvivere applicando le "solite" strategie, mettendosi sulla difensiva, restringendosi, contraendosi per cercare di resistere al "freddo". Licenziamenti, abbassamento dello stipendio dei propri dipendenti, innalzamento dei prezzi dei loro servizi e delle loro merci. Sicxuramente è la risposta più istintiva, la stessa usata dal corpo umano in ipotermia, una soluzione suicida.
Il corpo umano in ipotermia concentra il sangue negli organi interni per non disperdere il calore, ne consegue che le parti esterne come naso e dita sono le prime a congelarsi diventando inservibili.
Il sacrificio dei piedi e delle mani in nessun caso potrà rivelarsi una strategia vincente per la sopravvivenza, mai quanto una reazione!
Agli alpinisti viene insegnato a reagire, a muovere mani e piedi per costringere il sangue a scorrervi, viene insegnato a reagire per trovare un riparo sicuro oppure per percorrere una strada che anche se impervia e difficile darà certamente più speranze di sopravvivenza della risposta istintiva.

La reazione significa applicare una nuova strategia con nuove parole d'ordine quali: flessibilità dell'offerta, velocità di realizzazione o di erogazione del servizio, e soprattutto una considerazione eticamente più alta delle persone con le quali si interagisce.
Quelli che vengono chiamati "clienti" e che vengono trattati come "occasioni di guadagno" cui chiedere compensi anacronistici per servizi obsoleti sono persone, coloro con le quali stiamo condividendo la crisi.

Comportarsi in modo egoistico, pretendendo pagamenti esosti per servizi strutturati come se la crisi non ci fosse mai stata significa ingannare i propri "clienti", proprio come fanno quegli spot pubblicitari che promettono molto, giocando su tecniche di suggestione come la PNL (programmazione neuro linguistica) e che non rispettano le promesse fatte.

 

L'informatica

 

Era "tradizione" prima della crisi che il campo dell'informatica fosse dominato da aziende la cui propaganda affermava di offrire i migliori servizi sul mercato al costo giusto per il livello di qualità offerto. Questa concezione non era messa in dubbio da chi acquistava il servizio (software, hardware, web designing, grafica, ecc).
Mentre aziende e agenzie informatiche proliferavano seguendo questo modello di business, sempre più ingegneri e periti informatici venivano prodotti dagli istituti di formazione, per poi riversarsi sul mercato del lavoro per aprire nuove agenzie o per cercare di entrare in aziende già costituite, ma sempre secondo il vecchio modello.
L'idea generale e dominante era quella di farsi pagare profumatamente per servizi informatici dei quali mantenere i propri grandi o piccoli "segreti industriali".

Parallelamente (come una spina nel fianco), altre persone, i figli filosofici dei pionieri della libertà in internet, primo tra tutti Richard Stalmann, una comunità internazionale di altrettanti ingengeri, periti ma anche appassionati di informatica si scambiava informazioni sostenendo l'etica della libertà. Un lavoro condiviso da persone di tutti i generi e di tutte i livelli d'istruzione, così come anche da grandi istituzioni, università o grandi società, che insieme o separatamente contribuivano ad un lavoro condiviso e si spartivano (rendendoli pubblici e disponibili per tutti) i frutti di questo lavoro.

Quando la crisi si abbattè sull'economia occidentale il settore dell'informatica (a partire dai servizi relativi ad internet per giungere alle forniture di hardware) divenne una "terra di nessuno".
Le grandi aziende si contrassero riversando nel mercato del lavoro i propri dipendenti licenziati, le piccole imprese si concentrarono sulla sopravvivenza offrendo lavori scadenti a prezzi bassi, i nuovi periti e i nuovi ingegneri informatici si ritrovarono con una offerta di lavoro estremamente inferiore ed iperconcorrenziale. Inoltre la capacità d'acquisto dei loro "clienti" scese considerevolmente, mentre salì il loro livello di attenzione al prodotto e soprattutto a quelle che il mercato principale chiama (con disprezzo) alternative.

In realtà non si tratta di alternative, ma di qualcosa che si fonda su un modello più avanzato, nuovo ed evoluto quale è la condivisione del software e delle informazioni su Internet. In pratica per quelle aziende che contavano sui propri "segreti industriali" dover competere con un modello economico basato sull'assenza di "segreti industriali" non poteva che portare ad una campagna denigratoria contro questo nuovo modello.

L'idea che le persone hanno dei prodotti "liberi" è quella di "gratis e un pò scadenti", un pregiudizio diffuso ad arte da chi non può competere in nessun altro modo se non con la menzogna.

 

L'economia della condivisone non nasce dalla crisi, è presente dagli albori di Internet ed addirittura precede quella del non condividere il prorpio lavoro. I primi programmatori condividevano il proprio lavoro. 
La crisi ha semplicemente e tragicamente evidenziato l'obsolescenza del sistema consumistico nell'informatica, un sistema che si basa sulla suggestione propagandistica che esiste la necessità di "comprare nuovo" per eseguire lo stesso lavoro di sempre!

Una domanda per capire meglio, come è possibile che il lavoro d'ufficio, che di base è sempre lo stesso e che non richiede ai computers enormi sforzi di elaborazione dei dati non possa usufruire i computer che hanno all'incirca sempre le stesse prestazioni?
Dove andrebbero a finire i produttori se non vendessero più prodotti nuovi?
Soprattutto, come fanno queste aziende a convincere i clienti a "comprare nuovo"?

La risposta è semplice, omettendo l'esistenza di prodotti in grado di operare con computer datati e di farli funzionare bene e velocemente, e spacciare il computer che si "rallenta" come una situazione determinata dall'età quando al contrario è determinata da un sistema operativo scadente che rasenta il reato di "obsolescenza programmata".
Queste aziende, spesso partner di queste grandi corporation, creano prodotti in accordo con le indicazioni delle corporation stesse per vincolare il "cliente" ai loro prodotti, e parallelamente fanno propaganda per discriminare il lavoro messo a disposizione dalla cooperazione libera di chi coopera per il bene comune.

 

La differenza

E' un dato di fatto, si tratta di uno scontro!
Da una parte c'è una economia giunta al collasso a causa della propria pretesa di fatturati sempre più alti e basata sulla speculazione e dall'altra parte c'è la cooperazione di persone libere che si aiutano a vicenda e offrono servizi "veri" a prezzi "giusti", nei quali non sono compresi i costi per convincere i "clienti" con una propaganda pubblicitaria martellante, quelli di strutture aziendali complesse e poco flessibili e soprattutto i costi per aumentare i privilegi dei loro dirigenti.

Rete in movimento è un progetto nato in questa terra di nessuno, è un modo per reagire alla crisi in forma dinamica, flessibile, interdisciplinare.
Rete in Movimento è "rete" nel senso di Web, di Internet ma anche dell'aspetto sociale che caratterizza le comunità di "persone libere" che interagiscono aiutandosi vicendevolmente, e soprattutto applicando la Shared Economy, che è l'abitudine, l'uso di condividere le proprie informazioni ed il proprio lavoro per il bene comune.
Questo non significa "lavorare gratis" ma significa "lavorare insieme"!
Secondo questa folosofia ci si rivolge ad una "Persona" che necessita un certo servizio o un certo oggetto e non ad un "cliente" cui estorcere denaro chiedendo il prezzo più alto che il mercato permette. Si chiede il prezzo giusto! ma non basta...

Le informazioni sono "liberamente condivise" il che significa che la persona cui serve un certo servizio potrà anche decidere di acquisire un certo grado di "indipendenza" imparando grazie alla condivisione delle informazioni e del software presente in internet!
Esattamente al contrario dell'economia tradizionale che rende il "cliente" dipendente dall'azienda che eroga il servizio attraverso i propri "segreti aziendali".

La perona che necessita di un servizio si trova oggi a scegliere quindi tra il "vecchio sistema" che lo renderà (o cercherà con diverse suggestioni) dipendente, e l'economia "aperta", la quale punta a lavorare insieme.

Come è possibile?
L'economia aperta offre "soluzioni" ai problemi delle persone che ne hanno bisogno, lo fa attraverso l'informazione o attraverso l'interazione con "qualcuno" che "è ferrato sull'argomento".
Si può studiare per diventare ferrati grazie alla condivisione dei mezzi e delle informazioni, oltre che all'interazione con altri che hanno già affrontato l'argomento, oppure se non si ha tempo o non si vuole o per qualsiasi altro motivo non si può, si può trovare qualcuno disposto a risolvere il problema in modo amichevole.
Questo non significa in modo gratuito ma neanche significa pagare prezzi incredibili per sostenere aziende preistoriche e monolitiche con costi di gestione abnormi!

La differernza sta proprio nella struttura flessibile, interdisciplinare e aperta a trovare la soluzione migliore e più economica per risolvere il problema.

Si tratta di hardware, serve un nuovo PC? Una azienda tradizionale punterà a vendere qualsiasi cosa desideri il "cliente" senza fare vera consulenza ma semplicemente facendo da intermediario, e facendosi pagare per una intermediazione che ha più del lavoro del "factotum" che dell'informatico.
Una azienda innovativa e aperta al contrario cercherà di capire quali sono le vere esigenze della "Persona" con cui sta "collaborando" facendole spendere la cifra più bassa e non quella più alta, ma anche "condividendo" la propria soluzione con la comunità, così che possa rervire anche ad altri!

Rete in movimento è anche "movimento" ossia ricerca continua di nuove soluzioni, sperimentazione continua di nuove idee e condivisione dei risultati con la comunità!

Rete in movimento è quindi la realizzazione di un concetto dinamico, espressione delle ultime tecnologie, dell'interazione degli ultimi servizi offerti da Internet per la soluzione delle stesse necessità, il che significa innovazione!
Mpm so basa su una struttura rigida, non propone prodotti statici ma offre tutti quei prodotti che la comunità interanzionale aggiorna e attualizza costantemente.

Un esempio? Le applicazioni gratuite sugli smartphone, i telefonini! Pensate che chi programma quelle applicazioni non guadagni dei soldi? non ci sono trucchi, si guadagna dall'assistenza, perchè è una economia scalabile, si vende in modo flessibile solo quello di cui ha bisogno il "cliente" ossia la persona che richiede il servizio. Non esistono "costi di licenza" o "servici univoci di assistenza" come nel caso si comprasse un prodotto o una applicazione di una ditta specifica, la quale non dice a nessuno come fare assistenza al proprio prodotto, oppure vende queste informazioni.
Nell'economia libera non esistono informazioni segrete, guide segrete, segreti aziendali e situazioni di dominio del mercato da sfruttarre per il proprio tornaconto.
Per le aziende tradizionali il cliente "customer" è un individui cui chiedere soldi cercando di ottenere il maggiore margine, nell'economia aperta non esistono "clienti" ma persona che offrono un determinato lavoro in modo amichevole e cercando di far spendere il meno possibile alle altre persone che necessitano del servizio.
Se nel sistema tradizionale si diceva (e si dice ancora) che per avere un servizio eccellente si deve pagare motlo, con la nuova economia della condivisione si riesce ad offrire il servizio eccellente al prezzo più basso, è incredibile per chi è abituato al vecchio sistema, ma è vero, e logico.

Ad esempio il sistema operativo GNU/LINUX è fornito sempre al massimo delle sue potenzialità mentre i sistemi operativi concorrenti (quelli della vecchia economia) sono serviti in diverse versioni, come potrebbero sessere ad esempio: base, avanzato, professionale o enterprise. Questa differenziazione determina costi diversi, ed è ottenuta togliendo dalla versione completa che in questo caso ho chiamato enterprise, delle funzionalità in modo progressivo fino ad arrivare alla versione base.
GNU/LINUX è sempre alla versione enterprice e è condiviso liberamente con tutti!
Questa condivisione avvienne secondo una licenza d'uso che non si paga ma che ne garantisce le libertà!
Potremmo dire che è "gratis" ma sminuirebbe il prodotto e il sistema che lo ha creato.
Diciamo pure che è un prodotto di livello altissimo, il top offerto gratuitamente!!!

Chiunque penserebbe ad un inganno, ad una truffa nascosta, ma non c'è alcun inganno, si tratta del nuovo modello economico. Si ottiene il massimo senza pagare, e si sceglie se diventare degli esperti studiando il sistema operativo attraverso la miriade di informazioni libere su internet oppure se rivolgersi ad un tecnico che lo installi e lo faccia funzionare come si vuole.
L'economia aperta è fondata sulla "libertà di scelta", una libertà considerata "sacra", tanto da essere menzionata nel nome stesso che si dava a questo tipo di software, ossia FREE SOFTWARE. Oggi si preferisce chiamarlo LIBRE SOFTWARE, perchè il termine inglese free si riferisce sia al concetto di libero che di gratuito.

Questo doppio significato è stato usato dalla propaganda delle aziende della vecchia economia per difendere i propri prodotti dando l'idea che qualcosa di gratuito sia anche scadente.
Con l'adozione del termine LIBRE si vuole indicare inequivocabilmente il concetto di libertà.

La sharing economy è la condivisione della libertà, la libertà di offrire le proprie capacità e il proprio talento in modo etico, Rete in Movimento è un mezzo per farlo.